Giardino di una villa a Capri (NA)

 

Il Progetto

Anno

1987.

Tema

Sistemazione giardino privato terrazzato a Capri.

Professionista incaricato

Studio GEA.

Incarico

Progetto Preliminare.

La storia

Una delle prime cose che ho imparato dai miei aristocratici datori di lavoro, gli associati dello Studio Gea, è stata la puntualità all’orario di partenza del treno, o meglio, la puntualità “giusta”. Alla stazione Termini per prendere il treno per Napoli, in anticipo di almeno 20 minuti, DDLC si mostrò seccato di tanto inelegante anticipo, essendo noi in possesso di biglietto per posti numerati in prima classe. Andando verso Capri, poi, in aliscafo, appresi anche come far risplendere il vecchio cuoio della mia valigetta con tecniche che egli annoverava tra la competenze del gentiluomo di campagna che era. Tutto questo nell’anno ’86 del 1900, non del secolo precedente.
Si andava a Capri per prendere visione del giardino, da sistemare, di una vecchia villa appartenente ad un cliente napoletano, il quale, come si addice a clienti di un certo peso, non era presente. Ricordo solo che camminammo un po’ lungo la via che porta alla villa di Tiberio, tra due muri di pietra, interrotti ogni tanto da varchi che svelavano squarci di mare attraverso giardini o portici di ville private. Era novembre ma Capri sfoggiava ancora drappeggi di bouganvillee, profumi di rosmarino e altre erbe.
Il giardino del nostro (del loro) cliente, era una porzione di pineta in parte scoscesa sulla scarpata, in parte allungata contro il muro di cinta. La terra battuta era polvere e mucchi di aghi di pino, i muretti erano sbeccati, la cordonata e le panche diroccate, l’ombra eccessiva e indifferenziata tra le chiome troppo fitte dei pini e dei lecci. Eppure il giardino era già lì, dietro quell’ombra in cui sarebbero state scolpite visuali verso il mare, sotto quella coltre scivolosa di aghi di pino dove si sarebbe plasmato un sentiero, una piazzetta, una scalinata, dove una pergola sarebbe sorta, e il muro di cinta si sarebbe orlato di rose. Mi portai a casa quegli odori e quei suoni, e la matita e il pennello corsero felici sulla carta da spolvero, a beneficio di un signore caprese che poté sognare il suo giardino, chissà se mai realizzato.